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Commissione Antimafia alla Camera di Commercio

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Generale

racket.jpgDifesa delle vittime della mafia: “La bozza della legge regionale pdf_small.gif a difesa delle vittime del racket e della criminalità è il risultato di una logica del fare. Si è cercato di stimolare la denuncia favorendo l’imprenditore colpito ma senza renderlo un privilegiato. Per questo la condivido e per questo mi sembra un buon inizio sul terreno della lotta al pizzo”.
Il presidente della Camera di Commercio Pietro Agen commenta così l’iniziativa che si tiene oggi nel Salone del Consiglio. La bozza di legge regionale a difesa delle vittime del racket e della criminalità viene infatti illustrata alle forze sindacali e produttive, e al consiglio camerale, dalla Commissione Antimafia Regionale composta da Calogero Arturo Speziale (presidente), Cataldo Fiorenza, Raimondo Luigi Bruno Maira, Livio Marrocco, Roberto Corona (vicepresidenti), i consiglieri  Concetta Raia, Giulia Adamo, Salvino Caputo , Salvatore Cordaro, Nicola D'Agostino , Orazio D'Antoni, Vincenzo Marinello , Raffaele Giuseppe Nicotra,  Giuseppe Picciolo, Fortunato Romano.
“Oggi godiamo i frutti del lavoro di una commissione bipartisan che dimostra di saper lavorare su temi seri: i risultati si vedono- continua Agen- Vent’anni fa ci si rimproverava di parlare poco di temi come il racket, oggi forse si viene accusati del contrario. Da sei mesi la Camera di Commercio di Catania si costituisce parte civile a sostegno degli imprenditori taglieggiati. La giunta camerale si è mossa all’unanimità su questo versante”. Agen sottolinea anche che “insieme all’Unione regionale Camera di Commercio stiamo completando l’attivazione di uno speciale sportello camerale contro il racket. A Catania stiamo anche ospitando molte iniziative analoghe: dalla presentazione di libri alla organizzazione di dibattiti. La Camera di Commercio di Catania sta diventato poco a poco una sorta di centro di diffusione anti racket”  .
Tante le novità introdotte dalle
pdf_small.gif bozza di legge; tra queste spicca l’articolo 9 che prevede l’istituzione delle zone franche per la legalità. Agli imprenditori che denunciano richieste estorsive o richieste provenienti dalla criminalità organizzata tendenti a modificare il normale svolgimento dell’attività economica, cui sia seguita una richiesta di rinvio a giudizio, sono infatti concesse esenzioni  vantaggiose dalle imposte sui redditi di 5 anni, dall’Irap per 5 anni, dall’Ici per 5 anni, dal versamento dei contributi previdenziali per 5 anni. Anche gli imprenditori che operano fuori dalle zone franche possono usufruire dell’esenzione Irap.
La bozza, inoltre, prevede l’istituzione di un fondo da parte dell’Assessorato regionale ai Beni culturali alle scuole siciliane per l’istituzione di laboratori della legalità, l’introduzione di un “conto unico per gli appalti” e cioè dell’obbligo per le stazioni appaltanti di aprire un numero di conto corrente unico sul quale gli enti appaltanti facciano confluire tutti gli oneri relativi all’appalto; del conto deve avvalersi l’aggiudicatario per tutte le operazioni relative all’appalto. Il mancato rispetto dell’obbligo provocherebbe la rescissione unilaterale per inadempimento contrattuale.   Le legge fa riferimento anche alla gestione dei beni confiscati alla mafia e assegnati ai Comuni per la cui riutilizzazione viene istituito un fondo di rotazione con dotazione per il triennio 2008/2010 di 15 milioni di euro per la redazione di piani di utilizzo e di studi di fattibilità, nonché per la progettazione tecnica delle opere necessarie ad adeguare i beni agli obiettivi sociali e produttivi. Alle cooperative sociali, alle associazioni onlus, alle comunità di recupero e ai Comuni sono accordati anticipazioni, fideiussioni e punteggi finalizzati alle realizzazione di progetti ed iniziative connesse al riuso e alla fruizione sociali di tali beni, mentre sarà istituita una sorta di “corsia preferenziale” per l’istruttoria e l’espletamento delle pratiche amministrative legate al riutilizzo dei beni ex mafiosi.

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