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ORARI AL PUBBLICO:
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il martedi anche
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Camera di Commercio
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95124 - CATANIA
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fax
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Controllo degli alimenti

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Promozione

La specificità e il controllo degli alimenti

 

La specificità è il riconoscimento comunitario della diversità di un prodotto da altri analoghi perchè ottenuto utilizzando materie prime tradizionali o un metodo di produzione e/o trasformazione di tipo tradizionale, quanto previsto dal Regolamento 2082/92.

 

Il nome del prodotto deve essere di per sè specifico o esprimerne la specificità.

Il regolamento si applica ai prodotti elencati in allegato e a quelli riportati nell'allegato II del trattato comunitario

Solo le organizzazioni di produttori e/o trasformatori possono presentare allo Stato membro la domanda di registrazione della specificità, corredata da un disciplinare contenente le informazioni richieste sul prodotto.

Se la domanda viene accettata, la richiesta di registrazione viene trasmessa alla Commissione europea. La Commissione esamina la richiesta consultando gli Stati membri che possono eventualmente presentare opposizioni motivate. Qualora la domanda venga accettata la Commissione iscrive il prodotto specifico nell'albo.
La Commissione può inoltre definire un simbolo comunitario da apporre sulle etichette o da utilizzare nella presentazione dei prodotti recanti l'attestazione.

Secondo regolamento gli Stati membri devono provvedere alla designazione di strutture di controllo, pubbliche o private, per attestare la rispondenza dei prodotti specifici ai requisiti del disciplinare.

Queste strutture per ottenere l'autorizzazione ministeriale devono dimostrare di operare conformemente alla norma EN 45011.

I costi dei controlli devono essere sostenuti da coloro che utilizzano l'attestazione di specificità.

I nomi registrati sono protetti contro qualunque iniziativa che possa indurre il consumatore in errore.

 

 

Iter del controllo delle DOP, IGP e AS

 

Specialità tradizionali garantite europeee

 

Agricoltura e Ambiente

 

La politica agricola comune (PAC), mirano sempre più a prevenire i rischi di degrado ambientale, incoraggiando al tempo stesso gli agricoltori a continuare a svolgere un ruolo positivo nella salvaguardia del paesaggio e dell'ambiente grazie a misure mirate di sviluppo rurale e contribuendo a garantire la redditività dell'agricoltura nelle diverse regioni dell'UE.

La strategia agroambientale della PAC è mirata in larga parte a migliorare la sostenibilità degli ecosistemi agricoli. Le misure adottate per integrare nella PAC le problematiche ambientali comprendono requisiti di tipo ambientale (condizionalità) e incentivi (ad es., ritiro di superfici dalla produzione) inseriti nella politica di mercato e dei redditi, come pure misure ambientali mirate nel quadro dei programmi di sviluppo rurale (ad es., regimi agroambientali).

Informazioni dettagliate sul contributo della PAC alla sostenibilità ambientale e sul ruolo di altre misure di tipo politico e normativo per consentire alla UE di centrare gli obiettivi globali di sostenibilità ambientale figurano nella scheda "Agricoltura e ambiente" [pdf 601KB].

 

A partire dal 2005 tutti gli agricoltori che beneficiano di pagamenti diretti saranno soggetti alla condizionalità obbligatoria (regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio [testo consolidato] e regolamento n. 796/2004 della Commissione [pdf]). 19 atti legislativi in materia di ambiente, sanità pubblica, salute delle piante e degli animali e benessere degli animali si applicano direttamente a livello dell'azienda e gli agricoltori saranno sanzionati in caso di mancato rispetto degli stessi (soppressione parziale o integrale dell'aiuto diretto). I beneficiari di aiuti diretti saranno inoltre tenuti a mantenere tutte le superfici in buone condizioni dal punto di vista sia agricolo che ambientale. Tali condizioni saranno definite dagli Stati membri e dovrebbero includere norme relative alla protezione del suolo, alla conservazione della materia organica e della struttura del suolo, alla conservazione degli habitat e del paesaggio, inclusa la protezione dei pascoli permanenti. Inoltre gli Stati membri devono assicurarsi anche che non si verifichi una diminuzione nelle superfici totali di pascolo permanente, se necessario vietandone la conversione in terreno arabile.

 

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