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Digital divide in Sicilia

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Progetti e iniziative

digital-divideIn Sicilia cresce la fruizione di Internet, ma la Rete resta ancora preclusa a circa 2 milioni e mezzo di cittadini siciliani. E c’è di più: nonostante le nuove tecnologie della comunicazione abbiano assunto negli ultimi anni un’importanza crescente accanto alla stampa tradizionale ed alla radio, la televisione resta oggi in Sicilia la principale fonte di informazione per i cittadini. Addirittura l’unica per il 37% dei residenti nell’Isola.

Sono questi alcuni dei dati salienti che emergono dall’indagine dell’Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis su “La comunicazione pubblica ed il rischio Digital Divide in Sicilia” realizzata su iniziativa della Camera di Commercio di Catania, e i cui risultati sono stati presentati oggi nella sala Platania dell’ente dal presidente dell’Ente camerale Pietro Agen e dal direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento. Presente il direttore dell’ente Alfio Pagliaro e i componenti di giunta.


Ma ecco i dati: il 67% dei siciliani segue i telegiornali dei network televisivi regionali o provinciali; il 53% ascolta i notiziari, radio o tv, della TGR Rai. Il 38% legge o sfoglia un quotidiano regionale. Cresce anche, per informarsi, la fruizione di Internet, cui si affida il 22% dei siciliani che legge online quotidiani, blog e siti di informazione regionali”.
Un quarto dei siciliani si collega ad Internet tutti i giorni o quasi; il 14% una o due volte a settimana. Il 52% non ha mai navigato in Rete, per il 9% si è trattato soltanto di una esperienza occasionale. Dall’indagine Demopolis il “Social Digital Divide” appare evidente nell’Isola, soprattutto nella segmentazione degli internauti per fasce di età. Accede quasi quotidianamente ad Internet il 46% degli under 35, il 29% dei 35-54enni, appena l’8% di chi ha più di 54 anni.


“L’indagine Demopolis ci consegna uno spaccato preoccupante e ci impone di assumerci una nuova responsabilità: quella dell’alfabetizzazione del settore imprese a cura della Camera – sottolinea il presidente Agen.

Un dato che ci sorprende è legato ai giovani; solo il 46% degli under 35 si collega al web e questo deve darci la misura di come l’età anagrafica non sia sempre sinonimo di accesso automatico alle informazioni digitali, a maggior ragione quelle legate alla vita civica e democratica”.


L’analisi focalizza, in particolar modo, le attuali modalità di informazione dei cittadini siciliani sulle attività delle pubbliche amministrazioni, analizzando l’accesso ad Internet e la fruizione dei siti web degli enti pubblici, al fine di comprendere anche l’impatto che la digitalizzazione della comunicazione istituzionale, prevista dalla legge 69/2009, potrà avere in una regione come la Sicilia, nella quale ampi segmenti di cittadini e di piccole imprese rischiano l’esclusione dall’accesso all’informazione di pubblica utilità.


“In Sicilia – ha rilevato Pietro Vento – sono circa un milione gli internauti abituali, 600 mila gli utenti occasionali. Ma la porzione più ampia di da sinistra: Vento (Direttore Istituto Demopolis), Agen (Presidente Camera di Commercio di Catania) e Nicolosi (Componente la Giunta camerale)cittadini, il 61% della popolazione maggiorenne, non è sul Web: circa 2 milioni e mezzo di siciliani restano ancora oggi esclusi da Internet”.
In un panorama di digitalizzazione ancora ridotta, in attesa che cresca nell’Isola l’alfabetizzazione informatica, si rivela molto delicato il ruolo degli enti locali nel garantire l’accesso alla comunicazione di interesse collettivo dei cittadini che dichiarano, in ampia maggioranza (58%), di essere interessati alle informazioni sulle attività, le iniziative ed i servizi erogati dagli enti pubblici sul territorio.
In questo contesto, la comunicazione istituzionale, in Italia ed ancor di più in Sicilia, raggiunge attualmente gli utenti soprattutto tramite la carta stampata. Un quarto dei siciliani dichiara di notare avvisi e comunicazioni istituzionali su quotidiani o periodici, spesso anche per caso. Appena il 5% le ricerca sulle gazzette ufficiali, il 3% sui siti web degli enti.


Con poche pregevoli eccezioni, Regione, Comuni e Province devono ancora crescere nell’adeguamento, nell’innovazione e nella promozione dei propri portali web per garantire la trasparenza e l’accessibilità ai cittadini, come segnalano gli stessi utenti della Rete.
Da segnalare che, anche tra i navigatori abituali di Internet, è davvero residuale la percentuale di chi visita periodicamente il sito web del Governo, della Regione o di un ente pubblico locale. I siciliani – secondo l’indagine di Demopolis – stanno progressivamente imparando ad informarsi in Rete: su quotidiani online, blog, siti regionali e nazionali. Ma sono pochissimi oggi, anche a causa di una sempre più labile fiducia nelle istituzioni, gli internauti che scelgono di accedere ai siti degli enti pubblici. Appena l’1% dei siciliani afferma di visitare abitualmente il sito Internet della Regione o il portale del Governo.


La Sicilia, come confermano i dati dell’Istituto Demopolis, rappresenta un contesto di peculiare fragilità caratterizzato da un pesante Social Digital Divide, dove appare ancora prematuro avviare la digitalizzazione esclusiva della pubblicità legale sui soli siti istituzionali, per come previsto dalla Legge 69/2009.
Informazioni di rilevante interesse pubblico rischiano di divenire fruibili soltanto da un ristretto numero di addetti ai lavori: proprio l’esatto contrario rispetto agli obiettivi di trasparenza prefissati dal Governo.


La ricerca, promossa dalla Camera di Commercio, è stata condotta dall’11 al 22 maggio dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis su un campione di 1.020 cittadini, rappresentativo dell’universo della popolazione siciliana maggiorenne, stratificato in base al genere, alla fascia di età, al titolo di studi ed all’area di residenza. Direzione e coordinamento dell’indagine di Pietro Vento con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. Supervisione della rilevazione demoscopica di Marco Tabacchi, con il contributo di Alessandra Anaclerio e Rossella Campo. Per approfondimenti sull’indagine: www.demopolis.it

Scarica la pdf presentazione con i dati rilevati