Camera di Commercio di Catania

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La Camera di Commercio di Catania. Note storiche.

Fu su richiesta degli esponenti più in vista della vita economica catanese che nacque, con R.D. 26 ottobre 1852 n. 3467, la Camera Consultiva di Commercio di Catania, composta da sei negozianti e presieduta dall'Intendente. Il suo compito riguardava "tutto ciò che crederà conveniente alla prosperità del commercio".

Già alla fine del Settecento l'economia catanese aveva conosciuto una notevole espansione, fintanto da creare un mercato con interessi extraprovinciali, soprattutto nei fiorenti campi della seta, del grano, del vino e dell'allevamento dei bovini. La città cominciava a crescere anche dal punto di vista demografico, attraendo numerose famiglie provenienti dall'interno dell'isola che assicuravano la manodopera necessaria a garantire sviluppo e ricchezza.

L'attività camerale ebbe inizio il 24 febbraio 1853 in un contesto particolarmente difficile a causa dei continui ostacoli e restrizioni che il governo borbonico, incapace di controllare la nascente borghesia mercantile, imponeva. Nonostante ciò, le forti pressioni esercitate dalla neonata Camera consultiva consentirono il potenziamento di importanti infrastrutture, quali servizi postali, collegamenti terrestri e marittimi, istituti bancari e persino l'istituzione di un Tribunale di Commercio (1858) e della prestigiosa cattedra di diritto commerciale presso l'Università degli Studi di Catania (1860), a riconoscimento della vocazione mercantile ed industriale catanese.

Nel 1862, con il R.D. n.. 929 del 16 ottobre, la Camera, presieduta da Giuseppe Maiorana, venne riordinata in Camera di Commercio ed Arti nell'ambito della riforma generale del sistema camerale; nel dicembre dello stesso anno venne istituita la Borsa di commercio. L'attivismo della Camera, capace di pilotare l'economia della provincia verso risultati strabilianti, attirava sempre più lungimiranti finanzieri provenienti dal ricco nord Europa e consigliava più di una banca all'apertura di sedi e succursali, con notevoli movimenti di capitali. La crescita economica favoriva anche quella sociale e Catania alla fine dell'Ottocento appariva ogni giorno più bella, anche se con grandi differenze da un quartiere all'altro. La crescita era vertiginosa; si progettavano grandi opere, splendide vie, giardini, un ampio porto ed una moderna rete per l'acqua e l'illuminazione a gas. Accanto alla nascente classe borghese si formava anche una classe di nuovi ricchi fatta da negozianti, appaltatori, finanzieri, artigiani.

Superata una crisi di fine secolo causata da motivi interni, i primi decenni del Novecento vedono il ruolo della Camera sempre più preminente nel tessuto sociale ed economico della città. Il movimento complessivo delle merci nel porto, indice di sviluppo e benessere, era in netta crescita e Catania era decisamente il riferimento economico per l'intera Sicilia ed i commercianti catanesi avevano dimostrato una grande capacità di adattamento alle mutate condizioni storiche dell'Europa. Il progresso in campo industriale faceva parlare di Catania come della Milano del Sud, sebbene proprio in quell'epoca iniziasse il drammatico fenomeno degli emigranti.

Per comprendere il ruolo che in quegli anni la Camera aveva assunto nel tessuto sociale della città, ancorchè in quello economico, basta pensare alle richieste di sussidio avanzate da vari soggetti che arrivavano perfino a sperare in un contributo per pagare l'affitto al padrone di casa: richieste che generalmente andavano indirizzate al Comune e che invece ora venivano dirottate alla Camera, evidentemente riconosciuta protagonista della vita cittadina. Nel 1913 il Consiglio Camerale deliberava l'istituzione di una scuola media di commercio da intitolare a Giuseppe De Felice Giuffrida, benemerito concittadino. L'istituto ancora oggi accoglie centinaia di studenti.

Allo scoppio della prima guerra mondiale il traffico di merci si bloccò rapidamente e la chiusura dei mercati orientali e lo scarso interesse di quelli occidentali precipitarono l'economia catanese in una difficile crisi. La Camera si adoperò per salvaguardare quei settori produttivi che maggiore danno ebbero subito dalla guerra chiedendo interventi al Governo ed alle banche. Alla fine della guerra vennero individuati nell'acqua d'irrigazione e nell'energia elettrica due importanti fattori di ripresa dello sviluppo accanto a necessari interventi per il porto e la ferrovia. Proposte, suggerimenti e disegni di legge vennero presentate dietro la spinta camerale, grazie anche all'interessamento costante dell' on. Vincenzo Giuffrida, allora particolarmente vicino agli interessi delle classi mercantili.

Ma la travolgente ascesa del partito fascista che mirava allo smantellamento delle istituzioni presenti, nonché la netta contrapposizione tra i deputati catanesi, in particolare tra il socialista Giuffrida e Gabriello Carnazza, ministro del governo mussoliniano, causarono nell'ottobre del 1922 l'occupazione armata dei locali camerali e nonostante le proteste dei deputati democratici, del Sindaco, del Presidente della Provincia e di vari rappresentanti di associazioni di categoria la Camera, di fatto, fu relegata ad un ruolo quasi simbolico.

L'avvento del fascismo ne rallentò per qualche anno la crescita, fino al punto di realizzare della vecchia Camera un vero e proprio ufficio amministrativo periferico del Ministero dell'Economia. Nel giugno del 1926 la Camera di Commercio venne trasformata in Consiglio Provinciale dell'Economia e successivamente (1931) in Consiglio Provinciale dell'Economia Corporativa. Nonostante il ridimensionamento, la disponibilità economica dell'Ente, sostenuta da una vivace economia territoriale e da una gestione oculata, era sempre cospicua tanto da permettere la realizzazione del nuovo palazzo della borsa, inaugurato nel 1933, ed ancora oggi sede camerale.

Dopo la seconda guerra mondiale e la disastrosa caduta del regime fascista, il Consiglio Provinciale delle Corporazioni riassunse il nome di Camera di Commercio, Industria ed Agricoltura (1944). La ripresa, seppur lenta, fu costante e andò di pari passo con il risveglio delle attività economiche nella provincia.

Già nel '48 l'Ente riprese il vecchio ruolo di punto di riferimento delle varie categorie in campo economico e sociale, portando la provincia di Catania ad assumere il compito di guida per la ripresa dell'intera isola, tanto che il famoso "piano Marshall" per la Sicilia venne presentato e pianificato proprio nella sede della Camera .

L'attività amministrativa e propositiva riprese freneticamente negli anni successivi e dal boom economico degli anni Sessanta ad oggi, l'attività camerale è stata intensa, tesa non solo a sostegno delle attività produttive e commerciali, ma anche alla creazione e partecipazione ad iniziative che hanno favorito lo sviluppo economico e sociale. Sono così nati consorzi, enti ed aziende speciali (alcuni ormai cessate) quali Ente Porto, Società Idrominerali, Società Aviolinee Siciliane, L.A.S., Iscon, Eurosportello, Azienda Speciale Aeroporto Catania, Interporto Catania, Promocatania. Sono stati inoltre sviluppati svariati progetti ed azioni per supportare lo sviluppo locale, come la Borsa immobiliare, il Progetto Olimpo, l'Osservatorio Provinciale dei Prezzi e la Camera Arbitrale per citare gli ultimi, nella consapevolezza che la Camera di Commercio di Catania non può rinunciare al ruolo che la storia e la società le richiedono.

Notizie storiche a cura di Carmelo Milazzo



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