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Premiazione alberghi e ristoranti 2008

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logo_ospitalita_italiana2.jpgPremiazione alberghi e ristoranti 2008: Martedì 15 luglio, presso i Saloni della Camera di Commercio si è svolta la cerimonia di consegna degli attestati alle imprese del settore turistico vincitrici del Marchio di Qualità 2008.
Altri 4 alberghi, compresi tra le categorie 3/5 stelle, e 5 ristoranti, delle categorie ristorante classico italiano e tipico regionale, hanno ottenuto il Marchio IS.NA.R.T. facendo salire a 50 il numero delle imprese della provincia etnea presenti nella Guida all'Ospitalità Italiana di Qualità.
Da questo sito è possibile trovare gli alberghi e i ristoranti a qualità certificata.
In un mercato turistico fortemente competitivo sia a livello nazionale che globale, la continua partecipazione delle nostre imprese turistiche all'iniziativa camerale sul marchio di qualità è segno della fiducia e della volontà di scommettere sull'eccellenza e sulla  qualità per distinguersi nel panorama di una offerta turistica sempre più legata ad una domanda orientata verso un turismo di qualità e rispettoso della natura e della cultura del territorio.
La stagione turistica a Catania ha avuto un avvio lento, tutto sommato soddisfacente, ma con punte critiche legate al “prodotto città”.
La qualità delle strutture ricettive catanesi c’è, eccome, e lo dimostrano i cinquanta tra alberghi e ristoranti etnei – nove di loro sono delle new entry- che hanno ricevuto il “Marchio di qualità” dell’Isnart, l’istituto nazionale ricerche turistiche. Il ritratto, dunque, è in chiaroscuro: l’offerta c’è e di livello, ma manca la programmazione turistica.
Da un lato esiste un buon gruppo di imprenditori che mirano all’eccellenza (Catania è l’unica città del Meridione ad avere collezionato così tante certificazioni di qualità rispettando standard severi e uguali per tutto il territorio nazionale) dall’altro la città  paga un prezzo salato in termini di turismo difficile, come svelano i dati definitivi del primo test della stagione turistica del 2008; i  numeri dell'Osservatorio turistico della provincia di Catania (1° report congiunturale) a cura dell'Isnart sono stati illustrati stamattina ai giornalisti dal presidente Pietro Agen e sono aggiornati ad aprile di quest’anno.
L’evento si è concentrato sulla cerimonia di consegna dei riconoscimenti. Sono intervenuti il presidente della Camera Pietro Agen, nonchè il direttore commerciale di Isnart Piero Zagara, il segretario generale Alfio Pagliaro, la responsabile del settore Servizio promozione della Camera Patrizia Mauro; ha coordinato i lavori Carlo Romano consigliere camerale e presidente commissione valutazione marchio di qualità. Le nove strutture catanesi a cui per la prima volta sono andati i riconoscimenti e che, quindi, si aggiungono ai precedenti, sono gli alberghi Grand hotel Excelsior, Grande albergo Maugeri di Acireale, Hotel Pomara di San Michele di Ganzaria e Primavera dell’Etna di Zafferana; nonché i ristoranti Le Zagare (dell’Excelsior Grand hotel), Opera prima (dell’albergo Maugeri di Acireale) , Il Locandiere di Caltagirone, “Le botti” di Riposto, Pomara (dell’hotel Pomara di S. Michele di Ganzaria).
Dalle pagine di questo sito è possibile scegliere l'albergo o il ristorante a Catania fra quelli a qualità certificata.
Per Zagara la certificazione di qualità “vale in senso lato. Si va dai servizi sino agli arredi, dall’ospitalità alle infrastrutture, alla professionalità del personale. Ogni anno il marchio cura un premio che per l’edizione 2008 si terrà a Torino. L’anno scorso è toccato ad un hotel catanese, “Il Principe”, e questo ha dato valore alla città di Catania”.
Ma veniamo ai dati Isnart. Il primo test della stagione turistica 2008,  in occasione dei due picchi primaverili legati a Pasqua e ai ponti di aprile e maggio, presentano risultati abbastanza soddisfacenti  anche se con un avvio lento per questa stagione turistica. Le strutture ricettive catanesi, infatti, hanno venduto il 41% delle camere a Pasqua e ricevuto prenotazioni per il 36% per i ponti di fine aprile e del 1°maggio. In ogni caso, questo dato si inserisce in un contesto regionale che nei mesi invernali ha visto l’occupazione media delle camere inferiore dagli 8 ai 16 punti percentuali rispetto alla realtà catanese. Il prodotto “città” presenta dei tassi di occupazione molto inferiori al prodotto per eccellenza della provincia catanese (il mare); la città sconta mediamente il 20% in meno di livello di occupazione delle camere nei mesi invernali e solo a Pasqua riduce il deficit al 13%. Se dal venduto, poi, si passa ad analizzare la dinamica delle prenotazioni, considerando comunque la tendenza consolidata al last minute, il gap arriva anche a punte del 40% in meno rispetto al mare e del 30% rispetto alla montagna. Dalla lettura del report emerge che tra dicembre e marzo oltre 30 strutture su 100 accusano una diminuzione della presenza turistica, sia italiana che straniera. Nel complesso, per contro, rispetto al passato le strutture indicano una maggiore solidità dei mercati, soprattutto di quelli internazionali.
Il decremento delle strutture ricettive registrato sul prodotto “città” raggiunge purtroppo l’86%. Anche se è d’obbligo un chiarimento: “E’ altresì vero che non esiste un “prodotto Catania” sganciato dal mare poiché geograficamente e culturalmente il confine è molto labile- ci tiene a sottolineare il presidente Agen- . L’offerta turistica etnea è inevitabilmente agganciata al litorale dove non a caso si trovano alcune delle migliori strutture alberghiere, e anche al Vulcano Etna, e non è facile separare l’osservazione dei dati”. “In termini di target –aggiunge Agen- , questo periodo è caratterizzato dalla presenza di coppie, 7 turisti su 10 sono italiani e trascorrono a Catania il classico “short break” di due notti. In questi mesi gli stranieri sono ancora pochi (circa un terzo delle provenienze) e preferiscono il mare e la campagna dove si concedono una vacanza di 2 – 3 notti. Francamente non è molto. Il capoluogo etneo, così come le altre città siciliane, non riesce a promuovere al meglio le sue bellezze, a spendere bene in pubblicità e marketing e sganciarsi dal turismo commerciale. Non a caso la Camera di commercio ha chiesto nei mesi scorsi ai diversi enti locali la gestione di alcuni siti turistici ma non abbiamo ancora avuto risposta. Il turista non può sceglierci solo per l’ottima accoglienza e la buona cucina. E’ necessario che tutto il comparto si mobiliti e si muova in sinergia. Stiamo puntando alla riapertura dei siti archeologici, che i grandi musei siano finalmente attrezzati, che Catania diventi più vivibile”.
Le località marine, stando al report,  ottengono già oltre il 53% di prenotazioni in aprile, oltre il 38% per maggio e oltre il 35% per giugno, lasciando intravedere l’inizio di una buona stagione. Parimenti la montagna, ha raccolto già una buona quota di prenotazioni con il 40% di aprile, il 42,3% di maggio e il 34,8% di giugno. In città, invece, le imprese ricettive sembrano non recuperare con le prenotazioni sul primo trimestre.

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