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relazione finale giugno 07

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Arbitrato e Conciliazione

CAMERA ARBITRALE E DI CONCILIAZIONE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI CATANIA


RELAZIONE FINALE DEL PRIMO TRIENNIO
30 GIUGNO 2004 – 30 GIUGNO 2007




Radici e cronologia degli atti per pervenire alla sua istituzione e costituzione e al suo assetto attuale.

Le radici, che stanno a testimoniare come la vocazione della Camera di Commercio di Catania a dotarsi di una Camera Arbitrale e di Conciliazione è risalente nel tempo, ci riportano indietro alla prima metà degli anni 1970/80, allorché sull’iniziativa della stessa Camera di Commercio, che ha sempre creduto nella bontà del progetto dell’istituzione di una Camera Arbitrale e di Conciliazione, e dell’A.C.A.S.O.(Associazione cultori dell’arbitrato della Sicilia orientale),
con la delibera dell’Ente Camerale n. 350 del 29 dicembre 1975, veniva istituita la Camera Arbitrale, per la “conciliazione o la risoluzione di controversie”, la quale “dopo una fase di incerto avvio, si arenò completamente fino a cadere nell’oblio rimanendo del tutto inattiva” .
Un secondo tentativo di dar vita ad un “istituto conciliativo” fu fatto con la delibera giuntale n. 392 del 22 ottobre 1998 che approvava statuto e regolamento della Camera Arbitrale, che , tuttavia, “non trovava concreto sbocco, ritrovandosi ad essere praticamente inattuata”, anche dopo la delibera n. 116 del 22 marzo 2004, che, richiamandola con il n. 393, ne adeguava il regolamento a quello unico di conciliazione elaborato da Unioncamere nazionale.
Finchè, con la delibera n. 231 del 18 giugno 2004 la Giunta Camerale :
1. revocava il punto n. 2 del dispositivo della delibera n. 392/1998;
2. approvava lo statuto della Camera Arbitrale e di Conciliazione;
3. istituiva ”ex novo” la Camera Arbitrale e di Conciliazione nei termini indicati dallo statuto di cui al n. 2;
4. confermava la delibera 116 del 22.3.2004, che sancisce espressamente il Regolamento di Conciliazione adeguato a quello di Unioncamere;
5. autorizzava il Presidente a compiere tutti gli atti occorrenti per la costituzione e il funzionamento della Camera Arbitrale e di Conciliazione, dandogli mandato di individuare e di nominare i tre rappresentanti dell’Ente in seno al Consiglio Arbitrale;
6. dava immediata esecutività al provvedimento.

Si pongono così le basi per la costituzione di questa (nuova) Camera Arbitrale e di Conciliazione, nella quale per la prima volta la Conciliazione figura nel titolo e non resta relegata, come era prima, nel regolamento di procedura della Camera Arbitrale.
Essa nasce :
1. dalla delibera della Giunta Camerale del 18 giugno 2004, n. 231, anzidetta, che ne approva lo Statuto proposto dagli Ordini professionali (dottori commercialisti, ragionieri, avvocati, notai e Comitato Provinciale delle Professioni) e la ISTITUISCE.
2. dall’atto pubblico in Notar Reina del 25 giugno 2004, nn. 25923 Rep. e 13591 della Raccolta, con il quale il Presidente della Camera di Commercio, Stefano Ridolfo,e i Presidenti ,Vincenzo Patti, dell’Ordine dei Dottori Commercialisti, Francesco Torre, del Collegio dei Ragionieri, Fabio Florio, dell’Ordine degli Avvocati, Filippo Nasca, del Comitato Provinciale degli Ordini Professionali ed Emanuele Magnano di San Lio, del Consiglio Notarile “RATIFICANO ED ADERISCONO ALLA COSTITUZIONE DELLA PREDETTA CAMERA ARBITRALE ( E DI CONCILIAZIONE), CHE SARA’ REGOLATA DALLO STATUTO, CHE PREVIA LETTURA ED APPROVAZIONE SI ALLEGA SOTTO LA LETTERA A”.
Con lo stesso atto vengono chiamati a comporre il primo Consiglio Arbitrale, a norma dell’art. 5 dello Statuto le seguenti persone:
Sergio Cassar, Pier Luigi Salsano e Domenico Giovanni Fabiano, designati dalla Camera di Commercio;
Carmelo Fiorentino, designato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti, che lo sostituirà, dopo la sua dolorosa migrazione dalla vita terrena, con il dott. Salvatore Garozzo, a sua volta sostituito, a seguito dell’assunzione delle funzioni di Vice Presidente dell’Ordine, con il dott. Rosario Cacopardo;
Francesco Torre, Presidente del Collegio dei Ragionieri, successivamente sostituito dal Presidente subentrante, Rag. Roberto Cunsolo;
Fabio Florio, Presidente dell’ordine degli Avvocati;
Filippo Nasca, Presidente “pro tempore” del Comitato Provinciale delle Professioni;
Maria Grazia Tomasello, designata dal Consiglio Notarile.
Gli anzidetti, nella riunione tenuta lo stesso giorno nominano, per cooptazione, a termini di statuto, un magistrato in pensione, nella persona del sottoscritto Gabriele Alicata, che chiamano alla Presidenza del Consiglio Arbitrale, e un professore universitario, nella persona di Vincenzo Di Cataldo.

Con l’accettazione dei cooptati il Consiglio, forte di tutti i suoi componenti, diviene operativo. E ciò avviene con l’ultima accettazione, che dovrebbe essere quella del Presidente, fatta con telegramma del 30 giugno 2004. Questa data, che è quella in cui se ne completa la composizione risulta così anche quella di inizio del termine triennale della sua durata, previsto dall’art. 5, co. 7, dello statuto (“il Consiglio Arbitrale resta in carica tre anni….”).
Il primo triennio scade pertanto il 30 giugno 2007.

ATTIVITA’ DEL CONSIGLIO E DELLA CAMERA ARBITRALE

La prima riunione del Consiglio Arbitrale è del 14 luglio 2004, anche se la prima manifestazione esterna, il c.d. battesimo della Camera Arbitrale e di Conciliazione, avviene il 2 luglio 2004, con la partecipazione e l’intervento di saluto del Presidente al convegno su “Arbitrato e Conciliazione – Nuove prospettive per le professioni e le imprese” che si svolge nei locali della Camera di Commercio, organizzato dalla stessa Camera di Commercio, dalla Provincia e dal Comune di Catania, dalla Regione Sicilia e dai Dottori Commercialisti.
I primi impegni sono rivolti alla preparazione organizzativa per potere svolgere l’attività propria di amministrazione di arbitrati e di tentativi di conciliazione. Essa comporta un intenso lavoro su più fronti: nell’immediato si procede all’elaborazione di formule per clausole compromissorie, compromessi e convenzioni per arbitrati e tentativi di conciliazione, da mettere a disposizione dei professionisti al fine di consentirne l’utilizzazione anche per l’inserimento nei contratti (per clausole e convenzioni), in occasione della prevista revisione autunnale degli atti di costituzione e statutari delle società, a seguito dell’entrata in vigore delle leggi sulla riforma e sul processo societari.
Quindi si pone mano:
alla soluzione della questione relativa alla configurazione giuridica della Camera Arbitrale e di Conciliazione, che dopo ampia discussione, viene all’unanimità ritenuta un organismo non autonomo, inquadrato nella struttura, e appostato nel bilancio, della Camera di Commercio. Ciò si fa anche risultare nella denominazione con l’aggiunta proprio della specificazione dell’appartenenza (“Camera Arbitrale e di Conciliazione della Camera di Commercio di Catania”) e si procede alla conseguente modifica dello Statuto nei modi dallo stesso previsti per farlo;
alla preparazione dei regolamenti di procedura, arbitrale e di conciliazione;
alla compilazione dei due elenchi dei Conciliatori ( uno di tutti coloro che avevano frequentato con profitto corsi di formazione ADR e l’altro di coloro che avevano i requisiti richiesti dal D. lgs.n.5 del 2003 e dal regolamento ministeriale n. 222 del 2004) e della lista di disponibilità delle persone pronte ad esercitare le funzioni di arbitro nell’ambito dell’attività propria della Camera Arbitrale e di Conciliazione;
alla elaborazione delle regole di deontologia professionale per arbitri e conciliatori.

Per poter svolgere al meglio, cioè più rapidamente, ma anche più efficacemente la gran mole di lavoro che una tale attività necessariamente comporta il Consiglio Arbitrale si organizza internamente costituendo tre gruppi, il cui funzionamento, dopo il primo periodo di lavoro viene definito nel modo descritto nel verbale di riunione del 20 gennaio 2005.
E cioè:
il primo si sarebbe occupato di statuto, di regolamenti e di relative interpretazioni, all’occorrenza, e di quanto altro attinente all’oggetto;
il secondo, di compilazione e di tenuta di elenchi di Conciliatori e di liste di disponibilità per arbitri, da aggiornare con cadenza annuale e, su delega del Consiglio, con riserva dei casi più importanti e delicati, di nomina, nel rigoroso rispetto dei criteri prestabiliti, di Conciliatori per l’espletamento dei tentativi e di arbitri, anche per arbitrati ad hoc”;
il terzo, di formazione dei Conciliatori, con studio di programmi e modalità di svolgimento dei corsi, con riferimento anche ai settori per i quali è richiesta una preparazione specifica, al fine di poterne legittimamente assicurare la qualificazione necessaria per essere inseriti negli appositi elenchi abilitanti.
I gruppi, composti ciascuno da tre Consiglieri, di cui uno con funzioni di Presidente, coordinati dal Consiglio Arbitrale e dal Presidente, che ne può presiedere le riunioni, partecipandovi, sono soggetti a rotazione annuale dei loro componenti, in modo che alla fine tutti i componenti possono aver fatto esperienze in tutti i settori delle attività di competenza. Le loro riunioni, infine, sono aperte alla partecipazione ed alla collaborazione di tutti i componenti del Consiglio Arbitrale, del quale, così, è possibile utilizzare in ogni settore tutte le professionalità presenti.

Questa prima fase si chiude alla fine del primo semestre di attività (secondo del 2004) con la delibera della Giunta della Camera di Commercio n. 433, del 10 dicembre 2004, che rappresenta una pietra miliare nella vita e nell’attività della Camera Arbitrale e di Conciliazione della Camera di Commercio di Catania.
Con essa, infatti, la Giunta, accogliendo le proposte del Consiglio Arbitrale, all’unanimità, espressa nei modi di legge, DELIBERA la modifica dello Statuto e del Regolamento di procedura della Conciliazione; APPROVA il Regolamento di procedura dell’arbitrato e le Regole deontologiche degli Arbitri e dei Conciliatori; DELEGA la Camera Arbitrale e di Conciliazione ad occuparsi anche dei tentativi di conciliazione attribuiti da Leggi e Regolamenti direttamente all’Ente Camerale anteriormente all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 5/2003, nonché il Presidente “pro tempore” della Camera di Commercio a provvedere: alla individuazione di un dirigente camerale e di due collaboratori per, rispettivamente, dirigere e comporre l’Ufficio di segreteria della Camera Arbitrale e di Conciliazione; alla fornitura a questa ultima degli occorrenti mezzi operativi strumentali e di idonei locali all’interno dell’Ente camerale; PROCEDE ad una modifica-integrazione della Proposta di Bilancio di Previsione per il 2005 prevedendo per il primo anno di funzionamento della Camera Arbitrale e di Conciliazione uno stanziamento fra le entrate di € 25.000,00 ed un altro tra le uscite di pari importo e STABILISCE di determinare la corresponsione di un emolumento per ciascuno dei componenti del Consiglio Arbitrale, da quantificare successivamente (non risulta ancora fatto e, così, nessun emolumento è stato corrisposto sino ad oggi) e di dare immediata esecutività al provvedimento attesa la necessità di attivare, nel più breve tempo possibile, le procedure inerenti ai tentativi di cui era stata già avanzata formale richiesta all’Ente camerale.

Conclusa così e ratificata la fase degli aggiustamenti statutari, della formazione dei Regolamenti di procedura Arbitrale e di Conciliazione, delle Regole deontologiche e dei primi elenchi nominativi dei Conciliatori e della lista di disponibilità ad esercitare le funzioni di arbitro, si passa all’individuazione e alla scelta del personale, alla acquisizione dei locali e delle risorse materiali, all’organizzazione della Segreteria e, dopo gli adempimenti procedurali, preceduto dalla riunione informativa dei Conciliatori del 18 aprile 2005, il 21 aprile del 2005 si inaugura, con la celebrazione del primo tentativo, il servizio della Conciliazione, che da quel giorno registra ritmi tanto notevoli da non far ritenere esagerato per qualificarli il ricorso al paragone musicale del famosissimo “crescendo” del cigno pesarese ( 101 richieste entro la fine del 2005; 230 nel 2006; 163 nei primi 6 mesi del 2007. E dire che s’è trattato solo di quelli attribuiti per legge alla Camera di Commercio e, nel concreto, quasi tutti in materia di telecomunicazioni.).

Comincia così la fase dell’esercizio dell’attività propria della Camera Arbitrale e di Conciliazione che, pur limitata nella materia, si svolge con la massima trasparenza e, quel che più conta, con piena soddisfazione degli utenti e con un inatteso aumento continuo delle richieste che porta in breve tempo l’Ente camerale al secondo posto tra le Camere di Commercio isolane per richieste e per tentativi trattati, con un trend che si appalesa sin dall’inizio, e che ancora continua, di conclusioni positive nella stragrande maggioranza dei tentativi effettuati.
Vengono, quindi, fissati i giorni della settimana destinati all’esperimento dei tentativi, e quelli per le riunioni del Consiglio Arbitrale. I primi si fanno coincidere, ordinariamente con il martedì per l’evenienza dello svolgimento pomeridiano, al fine di contenere la spesa dello straordinario, trattandosi del giorno della settimana nel quale il personale effettua il rientro pomeridiano. Si procede anche all’adeguamento del regolamento di procedura della Conciliazione allo schema preparato e trasmesso da Unioncamere Nazionale, che viene ratificato nel nuovo testo dalla Giunta della nostra Camera di Commercio con delibera 319 del 10 ottobre 2005.
Il lavoro preparatorio per assicurare il regolare svolgimento dei tentativi sostenuto dal Gruppo 2 (composto da Garozzo, Presidente, sostituito poi da Pier Luigi Salsano- e da Nasca e Fabiano, avvicendati, poi, con Tomasello e Torre -quest’ultimo, poi, sostituito dal Rag. Cunsolo-) occupato nell’esame e nella valutazione di nuove domande di iscrizione negli elenchi e nella scelta e nella nomina dei Conciliatori (tra tutti quelli iscritti negli elenchi, compresi quelli che provenivano dal corso di formazione ADR -e non avevano i requisiti richiesti per trattare i futuri tentativi in materia societaria-, a rotazione e tenendo conto delle categorie di appartenenza e, se del caso, anche della professionalità) e dalla neo costituita Segreteria, diretta egregiamente dalla dott.ssa Antonietta Caltabiano, collaborata con impegno e dedizione dalla dott.ssa Concetta Polizzi e dalla Sig.ra Carmela Palazzo, è intenso ed essenziale, e, pertanto, degno di ogni elogio.
Come peraltro lo è quello di tutto il Consiglio Arbitrale.

Nel corso dell’anno 2005, la Camera Arbitrale e di Conciliazione onora con una attività di comunicazione informativa, a mezzo di stampa e televisioni locali, con articoli ed interviste, che hanno impegnato la Camera di Commercio in persona del suo Presidente “pro-tempore” Grande Uff. O.M.R.I.- ora Cav. Di Gr.Croce, O.M.R.I.-, dott. Stefano Ridolfo e tutti i componenti del Consiglio Arbitrale, la “Settimana della Conciliazione” , promossa da UNIONCAMERE per il 24-29 ottobre 2005, che ha avuto come effetto l’inizio e il consolidamento di quel “trend” in crescendo, che ancor oggi continua, se è vero, com’è vero, che le 163 richieste di tentativi di Conciliazione, pervenute nei primi 6 mesi di quest’anno rappresentano il 30% in più rispetto alle 130 pervenute nello stesso periodo del 2006, nell’arco del quale con 230 richieste complessive si era avuta una crescita di ben oltre il 100%, rispetto alle 101 pervenute nel 2005.

Alla fine del 2005(dicembre), inoltre, dei traguardi raggiunti sia nell’organizzazione per svolgerla, che nell’attività in sé, viene data notizia sul maggior quotidiano locale, “La Sicilia”, nell’articolo di chiusura d’anno delle attività della Camera di Commercio di Catania.

L’anno 2006, accanto allo svolgimento con successo (“trend” in forte aumento di richieste e di conclusioni positive dei tentativi trattati), di varie attività nell’ambito della Conciliazione, vede la Camera Arbitrale ancora impegnata nella preparazione organizzativa per meglio rispondere alle attese che vanno crescendo attorno alla felice iniziativa degli Ordini Professionali e della Camera di Commercio.
In primo luogo,in attesa del perfezionamento della informatizzazione del Registro degli Organismi di Conciliazione, istituito presso il Ministero della Giustizia, si lavora sugli elenchi dei Conciliatori, per approntare quello da allegare alla domanda telematica per l’iscrizione nel Registro anzidetto.
Poi, sopravviene, finalmente,nel mese di luglio (24.7.2006- su Internet) il decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia, relativo alla domanda telematica per l’iscrizione nel Registro, che viene, peraltro, a risolvere le nostre perplessità in ordine all’efficacia legittimante dei corsi di formazione per conciliatori, disponendo un ”accreditamento” presso il Ministero della Giustizia degli Enti e/o organismi di formazione che, adottando i programmi per i corsi ivi indicati, in genere corrispondenti a quelli elaborati da Unioncamere, avrebbero conseguito l’effetto di legittimare i conciliatori, che li avrebbero frequentati con esito positivo, all’iscrizione negli elenchi da allegare alla domanda telematica.
Il Consiglio Arbitrale, che fin dalla sua costituzione ragiona sulla necessità di una adeguata formazione dei conciliatori (personalmente ricordo il colloquio, in proposito, avuto con il Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti Prof. Vincenzo Patti a margine del convegno del 2 luglio 2004), decide di affrontare anche questa nuova sfida per dare l’occasione e la possibilità ai professionisti catanesi (e in primo luogo, per i corsi di integrazione, ai propri numerosi conciliatori) di frequentare in loco, con profitto e con effetti legittimanti corsi di formazione abilitativi, e decide di chiedere al Ministero, oltre all’iscrizione nel Registro degli Organismi di Conciliazione, anche l’”accreditamento” per la tenuta dei corsi di formazione dei Conciliatori.
Ha inizio, così, una frenetica attività del Consiglio Arbitrale e della Segreteria, in aggiunta a quella già gravosa per far fronte alle richieste di tentativi sempre più numerose, su questi due fronti per approntare la documentazione da allegare alle domande da inviare al Ministero della Giustizia. Finalmente, a coronamento di una fatica non indifferente che ha coinvolto il Consiglio Arbitrale, il Commissario “ad acta” e legale rappresentante “pro tempore” della Camera di Commercio, dott. Francesco Mannone, che ha sottoscritto le domande, ma più di tutti la Segreteria per i numerosi adempimenti richiesti, riguardanti singolarmente anche i numerosi Conciliatori iscritti nell’elenco e i docenti per la formazione, il 15 novembre 2006, le domande e la documentazione allegata vengono inoltrate al Ministero della Giustizia.
A proposito di fatica questa seconda parte dell’anno 2006 fa registrare, contemporaneamente:
alla fine del mese di giugno la pubblicazione di un opuscolo informativo che contiene gli atti di istituzione e costituzione della Camera Arbitrale e di Conciliazione, il regolamento organizzativo della medesima e quelli di procedura per Conciliazione e Arbitrato, le Regole deontologiche di arbitri e conciliatori, i calendari delle riunioni e degli incontri per i tentativi e tante altre indicazioni utili;
in ottobre la partecipazione alla settimana della Conciliazione -17/21- indetta da Unioncamere, con la celebrazione, il 19 ottobre di un evento esterno, un work shop di 4 ore, con la simulazione di un tentativo di conciliazione in materia societaria. Vi partecipa tra le altre Autorità, e svolge un breve, ma significativo intervento, il Presidente della Corte di Appello di Catania, S.E. dott. Guido Marletta;
nello stesso mese, il 24, si tiene la riunione annuale con arbitri e conciliatori, nel corso della quale il Presidente parla, nella sua breve relazione, dell’attività svolta, dei traguardi raggiunti e dei progetti futuri o in corso di realizzazione, e manifesta il proposito di istituzionalizzare la celebrazione di una assemblea generale annuale di inizio attività;
nel mese di novembre il Primo Presidente della Corte di Appello di Catania, S.E. dott. Guido Marletta, si esprime in termini positivi sulla attività della Camera Arbitrale nel corso di una intervista concessa al maggior quotidiano locale, “La Sicilia”, in vista della prossima inaugurazione dell’anno giudiziario. Altrettanto farà nella relazione -ormai passata alla competenza del Presidente della Corte, che presiede l’Assemblea Generale, da quella del Procuratore Generale- durante la cerimonia inaugurale del 27 gennaio 2007, nel corso della quale il Dirigente di Cancelleria della Corte, Concetto Caruso vi dedica nel suo intervento parole esaltanti. Giudizi ed opinioni favorevoli avevano espresso in precedenza, nell’ottobre del 2005, S.E. il Procuratore Generale del tempo, dott. Giacomo Scalzo e il Presidente della Sezione commerciale e fallimentare del Tribunale di Catania, dott. Giambattista Macrì, intervistati nel corso della settimana della Conciliazione(cfr “La Sicilia”del 28 ottobre 2005);
nel mese di dicembre, infine, precisamente il giorno 7, perviene la prima richiesta di arbitrato amministrato, con istanza di nomina di arbitro unico. Si avvia l’”iter” previsto dal regolamento e, nel pieno rispetto delle regole l’arbitrato procede e va avanti. Al momento si trova nella fase di chiusura e di emissione del lodo da parte dell’arbitro unico. Ha così inizio anche l’attività di amministrazione di arbitrati, che con quella di amministrazione dei tentativi di conciliazione, iniziata il 21 aprile 2005, viene a completare il quadro di quelle previste e programmate.
Va qui segnalato che il 2 maggio 2007, si registra il primo seguito con la seconda richiesta di arbitrato che dà luogo alla nomina di un arbitro unico.

Tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007, esattamente il 21 dicembre 2006 e il 31 gennaio 2007, a seguito dell’esame delle domande e della documentazione allegata, il Ministero formula qualche rilievo e ci richiede chiarimenti e ulteriori dichiarazioni e documentazione, per il fatto che ritiene di dover applicare anche agli Enti Camerali, cui la stessa legge riserva agevolazioni di trattamento, molte delle disposizioni, più rigorose dettate per gli Enti ed i soggetti privati. La Segreteria con grande pazienza e spirito di sacrificio si dedica alla preparazione di quanto richiesto dal Ministero. Chiarimenti, ulteriori dichiarazioni rese singolarmente anche dai numerosi conciliatori, documenti e quant’altro, il 4 aprile 2007, con nota a firma del dott. Pietro Agen, neo eletto Presidente della Camera di Commercio, subentrato nella rappresentanza legale dell’Ente Camerale al dott. Mannone, vengono inviati al Ministero. Da questo momento, per seguire l’”iter” finale dell’esame delle domande, si stabilisce con il Ministero un contatto telefonico attraverso il quale vengono superate le ultime perplessità manifestate con l’invio in tempi reali della nota integrativa - esplicativa del 10 maggio 2007. Il 18 maggio successivo,i decreti sono firmati e, spediti con protocollo del 21 maggio, pervengono il 24 maggio successivo.
La Camera Arbitrale e di Conciliazione della Camera di Commercio Catania, risulta la seconda (la prima è quella di Firenze) articolazione di Camere di Commercio ( che sono 103 in Italia) iscritta nel Registro degli Organismi di Conciliazione ed accreditata per svolgere corsi di formazione per Conciliatori.
E questo è un bel risultato!
Ma c’è dell’altro.
Nel mese di aprile 2007 ha visto la luce con il patrocinio della Camera Arbitrale e di Conciliazione della Camera di Commercio di Catania, un Quaderno di studio a cura della Commissione Multiprofessionale composta da Avvocati, Dottori commercialisti, Notai e Ragionieri, coordinata egregiamente dal dottore commercialista Salvatore Mammana. Trattasi di “analisi dei vantaggi della Conciliazione stragiudiziale” e di “indagine sullo stato conoscitivo dell’Istituto da parte dei residenti nell’area etnea” condensate in vari articoli ordinati secondo uno schema logico e cronologico che ne rende agevole l’interessante lettura, che porta alla fine all’acquisizione di una migliore conoscenza dello svolgimento della procedura, dei vantaggi che presenta rispetto alla sede giurisdizionale, per i tempi più brevi, per i costi più bassi, per le formalità minime, per i rischi quasi azzerati. Ne deriva come effetto una maggiore diffusione della conoscenza, dell’esistenza e dell’attività di amministrazione dei tentativi di Conciliazione della nostra Camera Arbitrale, assicurata e resa più efficace dal circuito professionale nel quale il “quaderno” è destinato a circolare.
Siamo in chiusura di triennio ed occorre dar corso alla seconda edizione dell’opuscoletto divulgativo già programmata per la necessità, già segnalata nella prima, di inserirvi la versione del Regolamento di procedura dell’arbitrato adeguata al D.Lgs. n. 40 del 2006, che ha riscritto l’intera disciplina dell’arbitrato contenuta nel codice di procedura civile (artt. 806-838). Unioncamere Nazionale si è data carico di realizzarla affidandosi ad una Commissione di esperti, al fine di vedere adottato da tutte le Camere Arbitrali delle Camere di Commercio un regolamento di procedura il più possibile uniforme. La Commissione ha licenziato un testo che è stato presentato agli addetti ai lavori nel corso di una cerimonia apposita svoltasi a Roma il 3 maggio u.s..
La nostra Camera Arbitrale e di Conciliazione ha provveduto all’adeguamento del proprio regolamento di procedura arbitrale sulla falsariga del testo diffuso da Unioncamere, lasciando immutate solo alcune peculiarità del precedente in tema di organizzazione del servizio di segreteria.
Il testo è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Arbitrale e trasmesso alla Giunta Camerale per la ratifica, assieme a quello del regolamento di organizzazione, composto di tre articoli, nel quale è stata aggiunta l’indicazione dell’attività conciliativa, scorporandolo dal regolamento di procedura dell’arbitrato, al quale era stato premesso.
Molte altre novità troveranno modo di essere portate a conoscenza degli interessati mediante l’inserimento nella seconda edizione dell’0puscolo, anche attraverso la nota di aggiornamento della presentazione del Presidente della Camera Arbitrale e la presentazione che ne fa il nuovo Presidente della Camera di Commercio, dott. Pietro Agen.
In particolare quelle relative alle indicazioni delle composizioni del nuovo Consiglio e della nuova Giunta della Camera di Commercio; quelle dei due decreti Ministeriali del 18 maggio 2007, relativi alla iscrizione della Camera Arbitrale e di Conciliazione della Camera di Commercio di Catania nel Registro degli Organismi di Conciliazione e all’accreditamento della medesima per lo svolgimento di corsi di formazione per conciliatori; il riferimento aggiornato alle attività programmate e svolte di amministrazione di arbitrati e tentativi di conciliazione. E tante altre piccole variazioni dettate da cambiamenti di indicazioni precedenti e da aggiornamenti vari.

A questo punto, per concludere non può mancare un rapido accenno al futuro prossimo della nostra Camera Arbitrale e di Conciliazione.
In primo luogo va raccomandata al Consiglio Arbitrale del secondo triennio quella che ho avuto modo di definire, in altri settori della mia attività professionale, la “manutenzione ordinaria”, vale a dire la cura, l’attenzione e la vigilanza perché l’attività della Camera Arbitrale e di Conciliazione continui a svolgersi con le sinergie e gli automatismi che ormai la connotano, per potere far fronte alla mole di lavoro dell’amministrazione di tentativi di conciliazione e di arbitrati destinata certamente a crescere.
Ritengo anche che sia venuto il tempo di pensare (e provvedere) alla compilazione di una lista di professionisti di dichiarata disponibilità a svolgere funzioni di consulenti tecnici nei giudizi arbitrali. Potrebbe avere anche il significato di una forma di realizzazione della partecipazione alla “felice iniziativa” degli Ordini Professionali e della Camera di Commercio di quelle categorie di professionisti, che, pur facendo parte del Comitato Provinciale delle Professioni, del quale è prevista la partecipazione nel Consiglio Arbitrale con il Presidente o un delegato, hanno rivendicato per iscritto (quella degli ingegneri a mezzo del Presidente all’inizio di questo primo triennio) una rappresentanza diretta in seno al Consiglio Arbitrale, come le quattro categorie giuridico-economiche (Avvocati, Notai, Dottori Commercialisti e Ragionieri), che fanno parte anche del Comitato Provinciale anzidetto. La richiesta, a suo tempo, non potè sortire l’effetto sperato non avendo il Consiglio Arbitrale alcun potere di disporre quanto richiesto. Ma a volerci pensare una soluzione di compromesso potrebbe essere trovata in seno allo stesso Comitato, che per la rappresentanza potrebbe operare in modo da assicurarla a rotazione mediante delega a tutte le categorie presenti nel Comitato, con esclusione delle quattro giuridico-economiche che già fanno parte del Consiglio Arbitrale, per statuto.
Del resto, l’esperienza di questo triennio che sta per finire, nel corso del quale la rappresentanza del Comitato è stata appannaggio di una categoria tecnico-scientifica, con l’architetto Filippo Nasca, è stata ampiamente positiva. Il suo contributo nell’attività del Consiglio e delle Commissioni interne di cui ha fatto parte è stato di ottimo livello ed apprezzato da tutti. Basti pensare che a Lui si deve il logo con il quale la Camera Arbitrale presenta la sua immagine all’esterno.

Per i prossimi traguardi mi limito ad indicarne due da affidare al Consiglio Arbitrale del prossimo triennio:
. l’organizzazione dei corsi di formazione per conciliatori;
. lo svolgimento dei tentativi di conciliazione, c.d. “on line” che viene a risolvere i problemi della presenza fisica delle parti e rappresenta la capacità di utilizzare le moderne tecnologie per il miglioramento del servizio.

Non posso chiudere questa relazione, senza dare atto di aver incontrato nei Presidenti Ridolfo e Agen e nel Commissario Mannone, nel vecchio e nel nuovo Consiglio, nella vecchia e nella nuova Giunta, nei tre segretari che si sono avvicendati nel triennio: Minniti, Giannattasio e Pagliaro, della Camera di Commercio, la massima comprensione per la Camera Arbitrale e di Conciliazione, manifestata, il più delle volte con entusiasmo ed orgoglio per i risultati raggiunti. Ma soprattutto, sento il dovere di esprimere sentimenti di stima e ammirazione, che ormai hanno raggiunto la connotazione dell’amicizia, nei confronti dei componenti del Consiglio Arbitrale e della Segreteria generale, con i quali ho condiviso sinergie ed impegno, senza risparmio di tempo e di energie, che hanno consentito alla Camera Arbitrale e di Conciliazione della Camera di Commercio di Catania, con l’aiuto del Signore, di raggiungere i traguardi prestigiosi esposti in questa relazione.
A tutti loro, non esclusi quelli che si sono avvicendati nel triennio, porgo un grazie ed un saluto cordiale e, perché no, anche affettuoso.

Catania 30 giugno 2007

Il Presidente
Gabriele Alicata

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