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Settimana di conciliazione 2007

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Arbitrato e Conciliazione

SETTIMANA DI CONCILIAZIONE 2007

marchio2.gif Si è appena chiusa la “Settimana della Conciliazione”, la quarta, indetta da UNIONCAMERE dal 15 al 20 ottobre 2007. Quest’anno la Camera Arbitrale e di Conciliazione della Camera di Commercio di Catania si è limitata ad esporne il manifesto e a distribuirne gli opuscoletti pubblicitari inviati da UNIONCAMERE nazionale.
Mi sembra, pertanto, opportuno, come Presidente del Consiglio direttivo della Camera Arbitrale e di Conciliazione anzidetta, che ha ritenuto di continuare ad operare in “prorogatio” (dopo la scadenza del mandato triennale avvenuta il primo luglio u.s.ed in attesa che si completi l’”iter” previsto dallo Statuto per la formazione del nuovo Consiglio per il triennio 2007/2010), di tracciare, come ho fatto negli anni precedenti, un sintetico resoconto dell’attività svolta nell’ultimo anno e di fare qualche riflessione.
Come ho avuto modo di riferire nella “Relazione finale del primo triennio-2004/2007 ”, nell’anno 2006 sono pervenute ben 230 richieste di tentativi di conciliazione, che rappresentano oltre il 100 per cento in più rispetto a quelle pervenute nel 2005, anno di inizio dell’attività di conciliazione (aprile 2005), nel quale ne erano pervenute 101. Se si considera che per il 2007, a metà ottobre, le richieste pervenute erano già 266 è prevedibile che anche quest’anno l’aumento delle richieste supererà abbondantemente, come lo scorso anno, le cento unità (con un “crescendo” che si potrebbe definire, finora, “rossiniano”). La maggior parte di queste richieste sono state accettate dalle controparti e la stragrande maggioranza dei tentativi ha sortito l’esito positivo della conciliazione.
Il Consiglio Direttivo, la Segreteria e, per quanto di loro competenza, i vertici della Camera di Commercio succedutisi nel triennio di riferimento, in persona del Presidente, Cav. di Gr. Croce O.M.R.I.,dott. Stefano Ridolfo, prima e ,poi, del Commissario “ad acta” e legale rappresentante, dott. Francesco Mannone, e del nuovo Presidente eletto dott. Pietro Agen, che hanno sottoscritto le domande inoltrate al Ministero della Giustizia, sono stati particolarmente impegnati, specie la Segreteria diretta dalla dottoressa Antonietta Caltabiano, che ha curato la complessa e defaticante preparazione della documentazione e la compilazione delle domande telematiche per ottenere la iscrizione nel Registro degli Organismi di Conciliazione tenuto dal Ministero e l’accreditamento presso quest’ultimo per svolgere corsi di formazione per Conciliatori.
Entrambe le domande sono state accolte e la Camera Arbitrale e di Conciliazione della Camera di Commercio di Catania risulta la seconda articolazione (la prima è stata quella di Firenze) di una Camera di Commercio(su 103)ad ottenere iscrizione ed accreditamento.

Ma questo trascorso è stato anche l’anno che ha visto la celebrazione del primo arbitrato amministrato, su richiesta presentata il 7 dicembre 2006, svolto nel pieno rispetto delle regole e concluso con il deposito del lodo nello scorso mese di luglio. Ma non c’è primo senza secondo: il 2 maggio, u.s. è stata presentata la seconda richiesta di arbitrato, per il quale è già stato nominato l’arbitro unico e sono stati adottati gli altri provvedimenti richiesti dalla procedura in corso.

Sempre in quest’anno di riferimento:
a) si è proceduto alla preparazione dell’aggiornamento dell’opuscolo informativo licenziato alla fine di giugno del 2006 contenente copia degli atti di istituzione e costituzione della Camera Arbitrale e di Conciliazione, il regolamento organizzativo della medesima e quelli di procedura per Conciliazione ed Arbitrato, le Regole deontologiche per Arbitri e Conciliatori, i calendari delle riunioni e degli incontri per i tentativi di conciliazione e tante altre indicazioni utili per gli utenti e per i professionisti.Tutto questo materiale, peraltro, risulta caricato nel sito della Camera Arbitrale che registra un numero sempre crescente di visitatori, anche dall'estero;
b) è stato licenziato nell’aprile 2007, con il patrocinio della Camera Arbitrale e di Conciliazione della Camera di Commercio, un Quaderno di studio a cura della Commissione Multiprofessionale composta da Avvocati, Dottori Commercialisti, Notai e Ragionieri,con analisi dei vantaggi della Conciliazione stragiudiziale e indagine sullo stato conoscitivo dell’istituto con riferimento al territorio (area etnea);
c) sono stati curati l’adeguamento del regolamento di procedura arbitrale al D.Lgs. n. 40 del 2006, che ha riscritto l’intera disciplina dell’arbitrato contenuta nel codice di procedura civile (artt. 806/838), e l’inserzione della versione aggiornata nell’opuscolo informativo;

In buona sostanza il Consiglio Direttivo, nell’arco del triennio della durata del mandato, e la Segreteria hanno svolto un intenso lavoro raccogliendo i frutti che erano nei voti e nella speranza dei quattro Ordini professionali giuridico-economici (Dottori Commercialisti, Avvocati,Notai e Ragionieri), del Comitato Provinciale delle libere professioni e della Camera di Commercio (che coronava una vocazione risalente nel tempo), nel realizzare la felicissima idea, attuata con encomiabile sinergia, di costituire la Camera Arbitrale e di Conciliazione della Camera di Commercio di Catania, che ha raggiunto in breve tempo ambiti traguardi e risonanza nazionale.
Essa, infatti, utilizzando un modello articolato di coinvolgimento delle professioni liberali, in genere, e di quelle giuridico-economiche, in particolare, che ha risolto con soddisfazione di tutte le parti delicati problemi di partecipazione e collaborazione, ha incontrato favore e riscosso apprezzamento :
1°) nei circuiti delle libere professioni (al punto che i quattro Ordini giuridico-economici le hanno sostanzialmente dedicato il Quaderno ad opera della Commissione multiprofessionale, mentre la Fondazione dell’Ordine dei Dottori Commercialisti, l’ha inserita già da qualche anno nelle lezioni dei Corsi di formazione professionali, chiamandovi anche componenti del Consiglio Direttivo a parlare di Conciliazione, in genere, e della Camera Arbitrale e di Conciliazione della Camera di Commercio di Catania, in particolare);
2°) nella Magistratura togata (che con S.E. il Primo Presidente della Corte, con S. E. il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Catania, con il Presidente della Sezione Commerciale del Tribunale, attraverso interviste e in occasione dell’inaugurazione degli anni giudiziari 2006 e 2007, ha sempre espresso valutazioni più che positive);
3°) in UNIONCAMERE, nazionale e regionale, all’interno, ma soprattutto nell’ambito del Ministero della Giustizia, all’esterno (il quale dopo accurati e severi controlli l’ha iscritta-seconda articolazione di Camera di Commercio su 103- nel Registro degli Organismi di Conciliazione e le ha concesso l’accreditamento per svolgere corsi di formazione per Conciliatori, come viene ricordato sopra);
4°) nell’opinione pubblica (che anche con la stampa, locale e nazionale, la televisione ed il circuito c.d. “on line” viene manifestata), ma, soprattutto, presso la collettività e nell’utenza (che con il crescendo vertiginoso delle richieste di tentativi di conciliazione, sostenuto dall’esito gratificante di quelli espletati, dimostra un gradimento notevole verso questa forma di adr (giungono telefonate anche da Palermo di persone che vogliono presentare alla Camera Arbitrale e di Conciliazione di Catania la richiesta di tentativo per il fatto che risulta iscritta nel Registro degli Organismi di Conciliazione). Ed anche verso l’altra forma di adr. di cui si occupa la Camera Arbitrale con le due richieste di arbitrato amministrato sopra ricordate (cosa mai verificatasi prima per le precedenti Camere Arbitrali e di Conciliazione istituite nel 1975 e nel 1998 dalla Camera di Commercio, esauritesi e rimaste “inattuate” proprio per mancanza di richieste).

Il nostro caso, che ha visto la Camera Arbitrale e di Conciliazione scalare in così breve tempo i vertici delle classifiche delle varie Camere di Commercio, non solo siciliane ma anche nazionali, in tema di richieste e di risultati positivi dei tentativi, di iscrizione nel Registro degli Organismi di Conciliazione e di accreditamento per poter svolgere corsi di formazione per Conciliatori, nonché di avvio dell’attività di amministrazione di arbitrati, si pone in controtendenza con le affermazioni contenute nella premessa di UNIONCAMERE alla IV edizione della Settimana di Conciliazione :15-20 ottobre 2007.
All’inizio della Premessa anzidetta, infatti, si legge: “Nonostante l’insoddisfazione nei confronti dei servizi della giustizia civile italiana, a causa di tempi lunghi, dei costi elevati e degli esiti incerti, imprese e cittadini ancora non ricorrono agli strumenti di risoluzione alternativa della controversie, come l’arbitrato e la conciliazione.”.
C’è da chiedersi, allora, se per la nostra Camera Arbitrale e di Conciliazione non abbia influito in modo determinante il modello adottato per il coinvolgimento degli Ordini Professionali, che ha indotto la loro sinergica partecipazione la quale ha contribuito allo sforzo sostenuto per il cambiamento culturale profondo e per la diffusione dei due strumenti di giustizia alternativa auspicati da UNIONCAMERE. In primo luogo anche con la diffusione delle formule, per le clausole adottate dal Consiglio Direttivo nella sua prima riunione da inserire negli atti societari e nei contratti, per la scelta della soluzione alternativa da parte dei contraenti e, quindi, anche con l’impegno per la formazione degli elenchi dei Conciliatori (allo stato sono 180, quelli compresi nell’elenco passato al vaglio del Ministero della Giustizia per l’iscrizione nel Registro degli Organismi di Conciliazione) e delle liste di disponibilità ad assumere le funzioni di arbitro, nei quali figurano numerosi professori universitari (dodici), segnalati al Ministero anche come docenti per l’accreditamento ai corsi di formazione, magistrati in pensione e affermati professionisti del settore giuridico- economico (avvocati, dottori commercialisti, notai e ragionieri con almeno 15 anni di anzianità di iscrizione nei rispettivi albi).
Non sembra azzardato, a questo punto, concludere suggerendo sommessamente a UNIONCAMERE ed alle altre Camere di Commercio di provare con l’adozione del nostro modello come strumento da sperimentare per il raggiungimento dei fini perseguiti e verificarne gli effetti.

Dott. Gabriele Alicata
Presidente del Consiglio Direttivo in “prorogatio”

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