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Il settore ittico in Sicilia

La struttura produttiva del settore peschereccio siciliano, secondo i dati dell'Archivio Licenze di Pesca, aggiornati al 1998, risulta composta da 4.600 battelli per un tonnellaggio complessivo di 72.784 tonnellate di stazza lorda e una potenza motore di 378.251 kW.

La flotta siciliana rappresenta il 23,5% di tutti i battelli operanti a livello nazionale e il 32% del tonnellaggio impiegato nell'attività di pesca; tali dati permettono di evidenziare il ruolo di primo piano assunto dalla struttura produttiva regionale sull'intera flotta nazionale sia in termini di capacità che di risultati conseguiti. Tra le regioni obiettivo 1, la flotta siciliana si conferma la

più importante rappresentando più del 50% del tonnellaggio impegnato complessivamente nelle regioni Puglia, Calabria, Campania e Sardegna.

Il sistema più diffuso in ambito regionale è la piccola pesca (3.029 natanti pari al 66% del numero complessivo). E' il sistema a strascico a prevalere. Il 44% del tonnellaggio totale appartiene a tale sistema che in termini numerici incide soltanto per il 9,3% sul numero totale di battelli (429 natanti).

Le dimensioni medie di tali battelli sono, inoltre, superiori ai valori registrati a livello nazionale (61 tonnellate per i battelli siciliani). Mentre la piccola circuizione opera in acque costiere e si concentra nella cattura di specie semipelagiche se non addirittura demersali, in acque poco profonde, l'attività della grande circuizione rivolge la propria attenzione sugli stocks di pesce azzurro soggetti a costanti flussi migratori che determinano una notevole variabilità nella consistenza geografica della biomassa disponibile. Ciò comporta notevoli spostamenti dei natanti del sistema, in particolare di quelli con dimensioni maggiori, che seguono le rotte stagionali della risorsa. I nuclei di battelli che manifestano una forte mobilità appartengono all'intera area siciliana, oltre che al compartimento di Salerno e all'area Toscana di Portoferraio. Area di pesca particolarmente battuta è quella in prossimità dell'isola di Lampedusa.

Un importante indicatore di capacità e di efficienza è il tonnellaggio medio per singolo battello. Per la Sicilia, infatti, la dimensione media di un singolo battello è di 16 tonnellate contro una media nazionale di 12 tonnellate. Su tale valore medio incide pesantemente l'elevato tonnellaggio dei battelli a strascico (74 tonnellate per battello) di molto superiore al tonnellaggio medio dello stesso segmento considerato a livello nazionale (44 tonnellate di stazza lorda).

A livello di ufficio di iscrizione, la flotta a strascico più importante per numero di battelli e tsl complessivo è quella di Mazara del Vallo. In questo porto, i battelli a strascico presentano una dimensione media molto elevata (pari a 140 tonnellate) dovuta alle peculiari caratteristiche della pesca effettuata prevalentemente nel Mediterraneo centrale, a notevole distanza dalla costa. Le limitate risorse disponibili nella fascia batimetrica tradizionale dai 50 ai 400 metri, infatti, non consentono più uno sfruttamento delle risorse ittiche continuo nell'arco dell'anno; da ciò l'esigenza di allargare le aree di pesca verso fasce batimetriche sempre più profonde, dai 600 ai 1.000 metri. Lo spostamento della flotta verso il Mediterraneo centrale, ovviamente, ha determinato un adeguamento della stessa e soprattutto del tonnellaggio impiegato. Inoltre, tra tutti gli uffici di iscrizione in cui è amministrativamente divisa l'area costiera di tutta l'Italia, soltanto quello di Mazara del Vallo presenta un discreto livello di concentrazione (ca. l'11% del tonnellaggio nazionale); esso, per molti aspetti, può essere considerato il più importante compartimento marittimo, non soltanto a livello regionale, ma anche a livello nazionale.

Ad eccezione della marineria di Mazara del Vallo, la tipologia di pesca più diffusa è, comunque, quella costiera rappresentata da piccole imbarcazioni.

Il naviglio da pesca siciliano presenta, inoltre, una età media di 23,6 anni contro una media nazionale di 22,7 anni. Oltre la metà della flotta (circa i 2/3) ha una età superiore ai 15 anni e l'età media risulta maggiore, anche se di poco, a quella italiana. La struttura produttiva siciliana risulta, quindi, caratterizzata da un elevato grado di obsolescenza e da una scarsa propensione degli operatori alla ricostituzione del capitale necessaria per abbattere i costi di gestione e migliorare la performance produttiva. Risulta, infatti, evidente che una flotta obsoleta necessita di continui e costosi interventi di manutenzione e presenta un basso contenuto di innovazione tecnologica. Nel corso del 1998 il volume delle catture della flotta peschereccia siciliana è risultato pari a 123 mila tonnellate, corrispondente a circa mille miliardi di lire.

La produzione siciliana rappresenta il 26% di quella nazionale e il 46% di quella delle regioni, in obiettivo 1; i ricavi conseguiti dai battelli siciliani rappresentano il 31% del fatturato complessivo. Il settore della pesca marittima siciliana risulta, quindi, rilevante per il livello delle catture e, ancor più, per i ricavi conseguiti.

In media un battello siciliano cattura 166 kg di prodotto al giorno che corrispondono a 27 tonnellate di pescato all'anno. Si tratta di risultati certamente molto significativi in quanto superiori ai valori medi nazionali (rispettivamente 145 kg di catture/giorno e 24 tonn. Di catture/anno).

In complesso gli occupati nel settore peschereccio sono 23.109 di cui 13.909 occupati direttamente nella pesca marittima; gli occupati nella trasformazione sono pari a 1.116 mentre si stimano in 217 gli addetti nelle attività di allevamento ittico. Nelle altre attività correlate (commercializzazione, servizi portuali ed altro), trovano occupazione all'incirca 7.867 lavoratori. In termini percentuali, in Sicilia risulta presente il 50% circa di tutti i marittimi imbarcati sui pescherecci e il 42% del totale degli occupati nel comparto ittico nelle regioni obiettivo 1.

ImageL'Acquacoltura
Trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici

Servizi portuali

 

Fonte:

Fondi strutturali - Regolamento (CE) n. 1260/99. Quadro Comunitario di Sostegno per le regioni italiane dell'obiettivo 1 (2000-2006). Programma Operativo Regionale Sicilia 2000-2006. N. 1999.IT.16.1.PO.011. ALLEGATO 2. Analisi del settore della pesca e dell'acquacoltura (Adottato con Deliberazione n. 206 del 31 maggio 2004)

 

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